Ogni anno a Scanno c’è un modo speciale per celebrare l’equinozio d’inverno. E’ un rito che serve per vincere la paura del buio, attraverso la luce e il calore dei fuochi che diventano Glorie di San Martino ogni 10 novembre. Uno spettacolo popolare, che mette insieme il folklore e la devozione di un rito antichissimo: le contrade compongono delle pire altissime con legno e ogni tipo di materiale, per accorciare le distanze con il Cielo a cui sono rivolte e riprodurre quell’estate generata da un atto di solidarietà del Santo da cui prende il nome. Quando Martino divise il suo mantello con un mendicante, il cielo gli regalò uno squarcio di sole per scaldarlo, come ringraziamento per la sua pietà. Così con un atto coraggioso, si dà fuoco alle Glorie perché riscaldino l’umanità alle soglie dell’inverno. E’ un’emozione fortissima: per chi le realizza e per chi si fa scaldare dalle Glorie di San Martino, che ci restituisce la nostra storia e regala immagini di grande impatto a chi ne va a caccia.
Testo di Monica Di Fabio
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